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22 gennaio 2020

Scoperta acqua su esopianeta

Scoperta acqua su esopianeta

Dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble hanno rivelato per la prima volta agli astronomi impegnati a studiare gli esopianeti la presenza di vapore acqueo nell'atmosfera di un esopianeta. Anche se questo pianeta orbita attorno ad una stella più piccola del nostro Sole è posizionato in quella che viene definita la zona abitabile, ovvero una distanza tale dalla stella da permettere una temperatura in grado di garantire la presenza sulla superficie del pianeta di acqua allo stato liquido. Pubblicata sulla rivista Nature Astronomy nel dicembre scorso, la scoperta è del gruppo dell'University College di Londra di cui fanno parte Angelos Tsiaras, Ingo Waldmann e l'italiana Giovanna Tinetti.
La notizia è arrivata dopo un anno di osservazioni dell'esopianeta K2-18b, una "super-Terra" distante circa 111 anni luce dal nostro sistema solare. Scoperto nel 2015 dal telescopio spaziale Kepler della Nasa, K2-18b è molto diverso dal nostro mondo.
I ricercatori ne hanno ricostruito le caratteristiche dell'atmosfera sviluppando algoritmi con cui hanno analizzato la luce della stella filtrata dall'atmosfera e così hanno trovato la firma molecolare dell'acqua, accanto a quelle di idrogeno ed elio. Non si esclude che nell'atmosfera di K2-18 b possano esserci anche azoto e metano. Il fatto che i ricercatori abbiano individuato dell'acqua su questo tipo di pianeta alimenta le speranze di trovare altri mondi al di fuori del nostro sistema solare. "Al momeno questo è l'unico esopianeta che conosciamo a possedere la giusta temperatura per garantire la presenza di acqua, ha una atmosfera e questa contiene acqua, rendendolo il miglior candidato all'abitabilità sin qui conosciuto", spiega Angelos Tsiaras, astronomo dell'University College London. Nei due decenni passati l'astronomia ha compiuto una rivoluzione. Dalla prima scoperta di un esopianeta nel 1992 gli scienziati hanno catalogato migliaia di mondi alieni che orbitano attorno a stelle lontane, alcuni dei quali mostrano dei segni che potrebbero indicare la presenza di un'atmosfera. Per una manciata di questi pianeti gli astronomi hanno intravisto segni della presenza di vapore acqueo. Sin qui però i mondi dove la presenza di acqua è stata confermata si sono rivelati inadatti alla vita come la conosciamo. Ad esempio, nel 2018 la NASA ha annunciato la scoperta di vapore acqueo nell'atmosfera di WASP-39b, un enorme pianeta delle dimensioni di Saturno dove le temperature durante il giorno sfiorano gli 800 gradi Celsius. I ricercatori hanno sperato di poter individuare del vapore acqueo nell'atmosfera di pianeti più simili alla Terra, soprattutto se collocati nella zona abitabile di una stella, ma questi mondi sono relativamente piccoli e compiere delle osservazioni sulla loro atmosfera è estremamente difficile.
Oltre a sostenere la ricerca per esopianeti capaci di sostenere forme di vita, la scoperta potrebbe dischiudere le porte alla comprensione della meteorologia aliena. Il gruppo di ricerca di Tsiaras sottolinea inoltre come le condizioni dell'atmosfera di K2-18b potrebbero consentire la formazione di gocce d'acqua, forse persino di pioggia. Se fosse confermato, K2-18b sarebbe il primo esopianeta conosciuto a possedere nuvole di vapore acqueo.