Grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), CADF S.p.A. ha avviato la realizzazione di un nuovo impianto di essiccamento fanghi all’avanguardia, un progetto che trasformerà il depuratore locale in un modello di economia circolare e innovazione tecnologica.

È fondamentale sottolineare che il nuovo impianto non tratterà fanghi provenienti da realtà terze o esterne, ma sarà dedicato esclusivamente alla gestione dei fanghi di depurazione prodotti all’interno degli impianti CADF.

Nello specifico, il centro di Comacchio raccoglierà i fanghi prodotti localmente e quelli già disidratati provenienti dai depuratori di Copparo e Codigoro, che a loro volta aggregano i fanghi residui dei 43 impianti minori gestiti dall’azienda. Questa scelta mira a ottimizzare la logistica interna, migliorando l’efficienza del servizio senza gravare sul territorio.

Il progetto, dal valore complessivo di circa 8,8 milioni di euro (finanziato per oltre 5,2 milioni tramite i fondi PNRR – Missione M2C1.1.I.1.1 – Linea C), rivoluziona il trattamento dei residui di depurazione. L’obiettivo è la riduzione drastica dei volumi dei fanghi prodotti: grazie a una tecnologia di essiccamento a nastro a bassa temperatura, si prevede una riduzione del peso fino al 70-80% e una diminuzione del volume del 50-60%.

Questo significa meno trasporti su strada, con una conseguente diminuzione delle emissioni di CO2 e dei costi di gestione.

L’impianto è progettato per essere energeticamente sostenibile attraverso la realizzazione di un nuovo impianto fotovoltaico posto sul tetto del fabbricato.

Consapevoli della vicinanza a zone di pregio come il Parco del Delta del Po ed alle zone residenziali, il progetto include un sistema di trattamento dell’aria tramite scrubber a doppio stadio che garantirà la quasi totale assenza di odori.

I lavori sono in esecuzione nel rispetto del cronoprogramma e sono in fase di completamento le opere civili.