Acquedotto

Acqua da bere, buona per tutti

Con il termine di «acque destinate al consumo umano» si intendono le acque trattate o non trattate, di uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, fornite tramite una rete di distribuzione.
In Italia il principale riferimento normativo è il Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, che dà attuazione alla Direttiva 98/83/CE, con la finalità di proteggere la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque, garantendone la salubrità.
L’acqua di rubinetto, per essere conforme alla normativa, deve rispettare i requisiti fisico-chimici, microbiologici e organolettici previsti per gli usi potabili.
La potabilizzazione è finalizzata a rendere l’acqua conforme a tali requisiti. Si esplica in una serie di procedimenti mirati a migliorare gli aspetti organolettici (colore, odore, sapore), chimici (ad esempio effettuando la rimozione di metano, ferro e manganese) e microbiologici (attraverso la disinfezione per eliminare e prevenire la presenza di batteri patogeni) dell’acqua di falda o di superficie.

Per garantire un’amministrazione efficace ed efficiente del servizio idrico integrato, CADF dispone di:

2 centrali di potabilizzazione;
19 impianti di accumulo e sollevamento
oltre 2200 km di rete di distribuzione;
68.783 utenze allacciate alla rete idrica;

La centrale di potabilizzazione di Ro

Presso la centrale di potabilizzazione di Ro avviene la captazione dalla falda (il 49% del totale dell’acqua potabilizzata da CADF La Fabbrica dell’Acqua).
Sono attivi 28 pozzi di captazione, di cui 10 golenali, 7 all’interno del parco della centrale e altri 11 sul territorio comunale. La portata media di un pozzo è di 15 litri al secondo.
I principali trattamenti di potabilizzazione, illustrati in ordine di sequenza, sono i seguenti.
Aerazione e demetanizzazione: l’acqua prelevata dai pozzi è ricca di ferro, manganese, metano e ammoniaca, tutte sostanze naturalmente presenti nell’ambiente. Attraverso l’aerazione si ha l’ossidazione del ferro e del manganese, e con l’azione meccanica di rimescolamento (aria) si ha la dispersione del metano. Per attivare una filtrazione biologica sono necessari dei batteri che digeriscano le sostanze che si vogliono rimuovere, nel nostro caso l’ammoniaca. I batteri che vivono nei filtri a sabbia sono presenti naturalmente nell’ambiente, tuttavia per sopravvivere ed essere numerosi ed efficienti, devono essere nutriti e ossigenati e questo avviene tramite la somministrazione di ossigeno liquido e micronutrienti.
Filtrazione biologica su sabbia: nei filtri a sabbia vivono i batteri, che digeriscono l’ammoniaca. La sabbia svolge anche una filtrazione di tipo meccanico, trattenendo i fiocchi di ferro e manganese (formatesi per ossidazione nella vasca precedente).
Filtrazione su carboni attivi: questo è un passaggio del processo di potabilizzazione che viene effettuato solo come garanzia finale. Quando l’acqua arriva ai filtri a carbone in realtà è già potabile, buona da bere.

La centrale di potabilizzazione di Serravalle

Presso la centrale di potabilizzazione di Serravalle avviene la captazione di acque di superficie, dal fiume Po (il 51% del totale dell’acqua potabilizzata da CADF La Fabbrica dell’Acqua).
I tubi sono posizionati in un tratto dell’alveo del fiume, direzionati secondo corrente e hanno una capacità di 500 litri al secondo. I principali trattamenti di potabilizzazione, illustrati in ordine di sequenza, sono i seguenti.
Miscelazione: l’acqua prelevata dal fiume viene convogliata nel mescolatore, dove viene addizionata di ipoclorito di sodio e flocculante (sali di alluminio) che servono ad abbattere la carica batterica e a iniziare la sedimentazione dei fanghi.
Sedimentazione: il flocculante entra in azione. Nelle vasche di
chiariflocculazione si ha la sedimentazione delle sostanze in sospensione.
Quando l’acqua esce dal chiarificatore è limpida, ma non ancora potabile.
Filtrazione a sabbia: la sabbia quarzifera agisce per azione meccanica.
L’acqua percola per gravità attraverso uno spesso strato di sabbia quarzifera a grana grossa: questa sabbia trattiene trai granuli le impurità rimaste nell’acqua, che da questo momento non vedrà più la luce del sole, fino all’arrivo ai rubinetti di casa.
Filtrazione a carbone: anche il carbone agisce meccanicamente nella
rimozione delle piccole particelle che possono essere sfuggite ai filtri a sabbia. La capacità del carbone granulare di adsorbire micro particelle lo rende un materiale super efficiente.
Biossido di cloro: quando esce dai filtri a carbone l’acqua è potabile e di alta qualità. Per mantenerla tale viene addizionata di Biossido di Cloro, un gas che serve a garantire la potabilità su tutto il percorso che l’acqua deve affrontare per arrivare ai rubinetti delle case.
Vasche di accumulo: per essere sicuri di avere acqua per tutti in qualsiasi momento, viene immagazzinata in grandi vasche sotterranee, nelle quali l’acqua rimane protetta e sicura: pronta per essere distribuita.
Trattamento dei fanghi: i fanghi rimossi dal chiariflocculatore vengono convogliati ad una nastropressa che li disidrata. L’acqua viene ricondotta all’inizio del processo di potabilizzazione, mentre i fanghi vengono smaltiti in discariche apposite.