Parametri MICROBIOLOGICI (All. I Parte A DLgs 18/2023 s.m.i.)
- Enterococchi intestinali: sono un sottogruppo di un più ampio gruppo di microrganismi definiti come Streptococchi fecali. Sono un gruppo di batteri considerati come E. Coli indicatori di contaminazione di origine fecale di elezione. Gli enterococchi tendono a sopravvivere più a lungo nell’acqua rispetto ad E. coli o ai coliformi. La presenza di enterococchi intestinali viene utilizzata anche come indicatore aggiuntivo dell’efficacia del trattamento. Gli enterococchi intestinali devono essere assenti nelle acque destinate al consumo umano così come riportato nel D. Lgs. n°18 del 23 febbraio 2023 e s.m.i.
- Escherichia Coli: considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come l’indicatore primario dell’inquinamento fecale essendo in esclusivo rapporto con il tratto gastrointestinale dell’uomo e degli animali a sangue caldo. Devono essere assenti nelle acque destinate al consumo umano.
Parametri CHIMICI (All. I Parte B DLgs 18/2023 s.m.i.)
- Acrilammide: contenuta nei flocculanti poliacrilammidici utilizzati nei trattamenti di potabilizzazione dell’acqua per la rimozione di colloidi e particelle fini o nei processi di disidratazione dei fanghi.
- Antimonio: viene utilizzato per formare leghe molto forti con il rame, il piombo e lo stagno. L’antimonio nell’acqua potabile deriva principalmente da cause geologiche naturali, come il dilavamento di rocce e minerali, e da fonti antropiche come gli impianti di distribuzione (es. tubi metallici, guarnizioni e raccordi contenenti leghe o saldature).
- Arsenico: nelle acque può avere sia origine naturale che antropica. Nelle acque di falda è presente a causa del rilascio dello stesso dalle rocce del sottosuolo che lo contengono a contatto con l’acqua.
- Benzene: è un costituente naturale del petrolio, ma viene anche sintetizzatoa partire da altri composti chimici presenti nel petrolio Il benzene può contaminare le fonti d’acqua attraverso gli scarichi industriali e l’inquinamento atmosferico.
- Benzo(a)pirene e idrocarburi policiclici aromatici: gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) rappresentano un ampio gruppo di composti caratterizzati dalla presenza di una struttura molecolare di base formata da due o più anelli aromatici fusi. Il composto più studiato è il benzo(a)pirene. La principale causa di contaminazione dell’acqua potabile da benzo(a)pirene è il rilascio da parte dei rivestimenti in catrame di carbone usati in passato per proteggere dalla corrosione l’interno delle vecchie tubazioni di distribuzione idrica. Altre possibili origini marginali includono il dilavamento di inquinanti atmosferici o scarichi industriali nel suolo.
- Bisfenolo A (BPA): è un inquinante emergente di tipo organico di origine antropica e viene principalmente utilizzato per la produzione di plastiche e resine. Il BPA è componente di base per la produzione del policarbonato, una plastica ampiamente utilizzata nella fabbricazione dei comuni beni di consumo. La presenza di tale composto nell’acqua distribuita avviene a seguito della cessione da materiali con cui l’acqua entra in contatto.
- Boro: nelle acque sotterranee il boro si può trovare naturalmente, proveniente da rocce e sedimenti contenenti borati e borosilicati. Nelle acque superficiali livelli più elevati sono attribuibili all’infiltrazione di fertilizzanti o come conseguenza della discarica di reflui
- Bromato: la causa principale della presenza di bromato nell’acqua potabile è da imputare alla sua formazione durante il processo di ozonizzazione, quando nell’acqua è presente lo ione bromuro. In certe condizioni.
- Cadmio: è un elemento piuttosto raro in natura. Il cadmio metallico è impiegato nell’industria per la produzione di acciaio e plastiche. I composti sono usati nella produzione di batterie, di componenti elettronici e di reattori nucleari. Il cadmio viene rilasciato nell’ambiente con i reflui; un inquinamento diffuso è causato dalla contaminazione con fertilizzanti.
- Clorato e clorito: sono noti sottoprodotti della disinfezione. Si formano a seguito dell’utilizzo nei trattamenti di disinfezione di agenti disinfettanti di tipo chimico.
- Cromo: è un metallo costituente naturale e abbondante della crosta terrestre e si trova naturalmente nelle piante, negli animali e nel suolo. Il cromo può raggiungere le acque di falda attraverso lo scarico di acque reflue industriali provenienti dalla produzione di acciaio, vernici, pigmenti, ecc. La presenza di cromo nelle acque potabili distribuite può essere principalmente ricondotta a contaminazione naturale o ad inquinamento da fonti industriali della risorsa.
- Rame: è sia un elemento nutrizionale essenziale sia un contaminate dell’acqua potabile. Per le sue caratterististiche il rame è diffuso nell’impiantistica idrotermosanitaria, nella rubinetteria, nelle attrezzature per la nautica, nell’elettrotecnica e nell’elettronica, in lattoneria e in architettura, nella monetazione, nell’artigianato e nell’oggettistica, nei trasporti, in edilizia e in molti altri settori. Nell’acqua potabile la fonte principale di contaminazione è spesso la corrosione delle tubature rivestite di rame, soprattutto in sistemi in cui l’acqua ha un pH acido o alti livelli di carbonato.
- Cianuro: è un anione che deriva dalla dissociazione dall’acido cianidrico (HCN) o di un suo sale. I cianuri si possono trovare occasionalmente nell’acqua potabile, generalmente solo a concentrazioni molto basse. Alte concentrazioni possono essere solamente associate a contaminazioni da sversamenti industriali in acque superficiali destinate alla potabilizzazione.
- 1,2 dicloroetano: è un alogenuro alchilico, il cui principale utilizzo è come intermedio nella sintesi del cloruro di vinile, a sua volta precursore del PVC; è usato anche come solvente, nella sintesi di altri solventi a base di cloro e per rimuovere il piombo nelle benzine. Viene ritrovato nelle acque da destinare al consumo umano, se contaminate dagli scarichi industriali. Può ritrovarsi anche nelle acque sotterranee, dove persiste per lungo tempo.
- Epicloridrina: può essere potenzialmente presente nell’acqua in quanto derivante sia dall’uso di flocculanti poliamminici che dall’uso di resine epossidiche utilizzate come rivestimento di materiali a contatto con l’acqua destinata al consumo umano. Il composto viene utilizzato per produrre glicerolo, materie plastiche, collanti e resine epossidiche, elastomeri.
- Fluoruro: è un elemento largamente diffuso in natura, soprattutto sotto forma di fluoruri in molti minerali. Tracce di fluoruri sono presenti in molte acque, con alte concentrazioni soprattutto in quelle profonde. Il fluoruro è largamente utilizzato nei preparati medici odontoiatrici per combattere le carie. Il fluoruro nell’acqua è presente sempre sotto forma di ioni, sia che provenga da sorgenti naturali che da una fluorazione artificiale.
- Acidi aloacetici (HAAs) e Trialometani (THMs): sono i sottoprodotti della disinfezione più studiati. Sono composti organoalogenati che si formano per reazione del cloro con la materia organica presente naturalmente nelle acque di approvvigionamento. Il cloro si genera a partire da prodotti utilizzati per la disinfezione. Il meccanismo di formazione dei sottoprodotti della disinfezione non è completamente noto.
- Piombo: è utilizzato nella produzione di batterie, è presente nelle saldature, nelle leghe, nelle guaine per cavi, nei coloranti, negli inibitori della ruggine, nelle munizioni, negli smalti e negli stabilizzatori della plastica. Dal punto di vista dell’acqua potabile, è importante considerare l’uso quasi universale dei composti del piombo in rubinetteria e nelle saldature nei sistemi di distribuzione idrici. Tubi di piombo sono presenti a tutt’oggi solo negli impianti di distribuzione vetusti.
- Mercurio: viene utilizzato nell’industria chimica e in quella farmaceutica per la preparazione di prodotti vari (vernici, insetticidi, disinfettanti, esplosivi, ecc.); nell’industria elettrotecnica ed elettrochimica per la costruzione di lampade a vapori di mercurio. Il rilascio del mercurio nell’ ambiente può derivare da fonti naturali o artificiali.
- Microcistina-LR: le microcistine sono delle epatotossine prodotte dai cianobatteri, batteri fotosintetici noti chiamati impropriamente anche alghe azzurre. Questi microrganismi possono proliferare nei bacini lacustri o in quelli di stoccaggio artificiali, o in altri serbatoi naturali, in presenza di un’elevata irradiazione e temperatura, bassa turbolenza dell’acqua e alta concentrazione di nutrienti. Ad oggi, sono state classificate 80 diverse microcistine tra le quali la più comune ed anche la più tossica è la microcistina-LR.
- Nichel: è un metallo che viene generalmente impiegato per fabbricare acciaio inox. Le concentrazioni di nichel nell’acqua potabile sono in genere basse, livelli più elevati si possono trovare in acque inquinate da fonti naturali o industriali, oppure a seguito del rilascio dai rubinetti e dalle strutture cromate.
- Nitrito e Nitrato: il nitrato si trova naturalmente nell’ambiente ed è un importante nutriente delle piante. E’ presente in diverse concentrazioni in tutte le piante ed è parte del ciclo dell’azoto. Il nitrito non è generalmente presente in concentrazioni significative dal momento che il nitrato rappresenta lo stato più stabile.
Il nitrito si può formare dalla riduzione microbica del nitrato ingerito attraverso la dieta. Il nitrito si può anche formare chimicamente nelle condotte idriche ad opera dei batteri del genere Nitrosomonas durante la stagnazione di acque contenenti nitrato e povere di ossigeno.
Il nitrato è usato soprattutto nei fertilizzanti inorganici; inoltre come agente ossidante, nella produzione di esplosivi e nella produzione di vetro. Il nitrato può raggiungere sia le acque superficiali che quelle profonde attraverso le acque reflue provenienti da attività agricole acque di dilavamento di discariche di rifiuti, con reflui di origine umana o animale ed industriale.
- Antiparassitari: I prodotti fitosanitari, o antiparassitari, sono le sostanze attive o i preparati contenenti una o più sostanze attive utilizzate per la lotta contro i parassiti delle piante e nel controllo delle infestanti nella pratica agronomica. I residui di questi prodotti (le sostanze attive e i loro eventuali prodotti di degradazione) possono inquinare le acque superficiali e sotterranee in relazione alla loro solubilità, mobilità nel terreno e persistenza. Il limite normativo in Italia nelle acque destinate al consumo umano, per tali sostanze, è stato fissato in 0,10 µg/L per ogni singolo antiparassitario e di 0,50 µg/L per la somma di tutti gli antiparassitari rilevati e quantificati.
- Somma di PFAS: il parametro somma di PFAS rappresenta la somma di 30 singole sostanze. Classificati come inquinanti “emergenti”, i PFAS sono composti chimici prodotti dall’uomo e pertanto non presenti naturalmente nell’ambiente, costituiti da catene fluorurate di un numero variabile di atomi di carbonio. I PFAS, per la presenza del legame tra carbonio e fluoro, sono caratterizzati da elevata stabilità chimica e termica e sono impermeabili all’acqua e ai grassi. Grazie a tali caratteristiche i PFAS sono utilizzati per fornire proprietà repellenti a acqua, olio e per aumentare la resistenza alle alte temperature di tessuti, tappeti e pellami; per produrre rivestimenti impermeabili per piatti di carta, padelle antiaderenti e imballaggi alimentari, e come coadiuvanti tecnologici nella produzione di fluoropolimeri. In seguito al rilascio durante la fabbricazione, l’uso e lo smaltimento ed essendo chimicamente stabili nell’ambiente e resistenti ai tipici processi di degradazione, sono persistenti e presenti sia nel suolo sia nell’aria. Si muovono facilmente attraverso terreni sotterranei, dove possono percorrere lunghe distanze e contaminare le acque superficiali e sotterranee. I PFAS sono in grado di accumularsi negli organismi animali e vegetali. La principale fonte di esposizione per la popolazione è l’ingestione di acqua potabile e di cibi contaminati.
- Somma di 4 PFAS: per «somma di 4 PFAS» si intende la somma delle seguenti sostanze: acido perfluoroottanoico (PFOA), acido perfluoroottansolfonico (PFOS), acido perfluorononanoico (PFNA) e acido perfluoroesano solfonico (PFHxS). Si tratta di un sottoinsieme di sostanze incluse nel parametro “somma di PFAS”.
- Selenio: è un elemento essenziale per l’uomo, in quanto viene utilizzato per la sintesi di alcune proteine, tuttavia elevate assunzioni di selenio sono associate ad alcune patologie.
- Tetracloroetilene e Tricloroetilene: sono entrambi alogenuri alchilici; il tetracloroetilene è usato principalmente come solvente nelle lavanderie a secco e per lo sgrassaggio dei metalli, nell’industria chimica e farmaceutica, e viene emesso principalmente nell’atmosfera soprattutto dagli effluenti delle industrie di sgrassaggio dei metalli, ma può anche trovarsi come contaminante nelle acque profonde e a volte nelle superficiali a causa degli scarichi industriali. Il tricloroetilene noto anche col nome commerciale di trielina, è utilizzato come solvente per molti composti organici.
- Uranio: è un elemento radioattivo comunemente presente nel granito e in altri minerali. La sua presenza in acqua potabile è riconducibile prevalentemente alla captazione di acque sotterranee profonde in contatto con rocce granitiche o con altri minerali contenenti quantità significative di questo elemento. È rinvenibile nell’ambiente e nella filiera alimentare in concentrazioni variabili a seguito della lisciviazione di depositi naturali, delle attività di estrazione mineraria, delle emissioni dell’industria nucleare.
- Vanadio: è usato principalmente nell’industria metallurgica per la produzione di vari tipi di acciai. Il vanadio si trova naturalmente nel suolo, nell’acqua e nell’aria. Fonti naturali di vanadio atmosferico includono le emissioni vulcaniche. Il rilascio del vanadio nell’ambiente è associato principalmente alle fonti industriali, in particolare le raffinerie di petrolio e le centrali elettriche che utilizzano olio combustibile e carbone ricchi di vanadio. Elevate concentrazioni di vanadio sono riscontrate nelle acque profonde in alcune zone vulcaniche, come conseguenza del dilavamento delle rocce ricche in vanadio.
- Vinilcloruro: è un composto usato principalmente per la produzione del polivinilcloruro (PVC). Il PVC viene sempre più utilizzato come materiale costituente le condotte per il trasporto dell’acqua potabile. Pertanto la migrazione di vinilcloruro dalle condotte in PVC è una possibile fonte della sua presenza nell’acqua potabile.
Parametri INDICATORI (All. I Parte C DLgs 18/2023 s.m.i.)
- Alluminio: è l’elemento metallico più abbondante e costituisce circa l’8% della crosta terrestre. I sali di alluminio sono ampiamente utilizzati nel trattamento delle acque, come coagulanti per ridurre il contenuto di materia organica, la torbidità e il numero di microrganismi. Tale uso può portare ad un aumento delle concentrazioni di alluminio nell’acqua trattata.
- Ammonio: è largamente utilizzato nella produzione dei fertilizzanti e dei mangimi animali, nell’industria manifatturiera delle fibre, dei materiali plastici, della carta e della gomma. L’ammonio e i suoi sali sono utilizzati come detergenti, sanificanti e additivi alimentari; il cloruro di ammonio è impiegato come diuretico. Lo ione ammonio deriva principalmente delle deiezioni umane o animali dove è contenuto assieme all’urea, risultante dal metabolismo delle proteine. La sua presenza nelle acque, specialmente in quelle sotterranee, è dovuta a cause geologiche quali ad esempio la degradazione di materiale in via di fossilizzazione (resti di piante, giacimenti di torba, ecc.). La presenza dell’ammonio nell’ambiente può derivare, oltre che da contaminazione diretta di origine agricola ed industriale, da processi metabolici e dai trattamenti di disinfezione di acque con sali d’ammonio e clorammine. Generalmente la presenza di ammonio nelle acque è un indicatore di possibile inquinamento da batteri o da reflui animali o scarichi urbani. L’ammonio è il maggior prodotto del metabolismo dei mammiferi.
- Cloruro: si può formare come prodotto di degradazione di soluzioni di ipoclorito di sodio utilizzate nel trattamento di acque destinate al consumo umano. Il cloruro nell’acqua proviene da fonti naturali (si trova naturalmente nei cibi) e antropiche (reflui urbani e industriali, scarichi contenenti contaminazioni saline, fertilizzanti).
- Clostridium perfringens: i clostridi sono batteri sporigeni, cioè producono spore (forme resistenti) che sono resistenti in determinate condizioni ambientali e a processi di trattamento e disinfezione. Il membro più comune del gruppo è Clostridium perfringens, normalmente presente nelle feci umane, anche se in minor quantità rispetto a E. coli. Le spore di Clostridium perfringens tendono ad accumularsi e a sopravvivere a lungo e sono indicatori di un inquinamento remoto (pregresso).
- Colore: l’acqua destinata al consumo umano dovrebbe idealmente essere priva di colore. La presenza di colore nell’acqua è dovuta all’assorbimento di certe lunghezze d’onda della luce visibile da parte di sostanze colorate e dalla diffusione della luce da parte di particelle sospese. Il colore dell’acqua è in genere dovuto alla presenza di materiale organico colorato (principalmente acidi umici e fulvici) associato a residui di terra provenienti dal suolo. La colorazione può anche essere causata dalla presenza di ferro e altri metalli, che derivano sia da impurità naturali che da prodotti della corrosione.
- Conduttività: è un parametro che indica il contenuto di sali disciolti nell’acqua. Si parla di conduttività elettrica poiché i sali in acqua si trovano come ioni carichi e come tali consentono il passaggio di corrente nell’acqua stessa. La conducibilità elettrica aumenta proporzionalmente alla quantità di sali disciolti in acqua: quanto maggiore è la quantità di sali disciolti in essa, tanto più alta è anche la conducibilità elettrica dell’acqua.
- Concentrazione di ioni idrogeno (pH): è una scala di misura della basicità o acidità di una soluzione acquosa. La scala va da 1 a 14, dove 7 indica una soluzione neutra (ad esempio l’acqua potabile).
- Ferro: è uno dei metalli più abbondanti sulla crosta terrestre ed un costituente naturale di piante e animali. Il ferro è usato come materiale da costruzione, anche per le condotte dei sistemi di distribuzione dell’acqua. Sali di ferro sono usati come coagulanti nel trattamento dell’acqua. Il ferro si può trovare come contaminate naturale nelle fonti di approvvigionamento idrico. La sua concentrazione può variare nell’acqua trattata e distribuita, come conseguenza del suo impiego come coagulante o a seguito del suo rilascio dalle tubature dei sistemi di distribuzione per corrosione.
- Manganese: è uno dei metalli più abbondanti sulla crosta terrestre. Può essere utilizzato per il pretrattamento dell’acqua di approvvigionamento come agente ossidante sotto forma di permanganato di potassio. Il manganese è un elemento essenziale per gli organismi viventi ed è presente soprattutto nelle acque di falda.
- Odore e Sapore: odori e sapori nell’acqua possono essere generati da varie sostanze quali ed esempio: costituenti biologici (principalmente actinomiceti, cianobatteri, vari tipi di alghe e funghi), sostanze inorganiche (sodio, magnesio, calcio, ferro, rame, manganese, zinco) e composti organici (composti umici, acidi idrofilici, acidi carbossilici, peptidi, aminoacidi, carboidrati e idrocarburi), sostanze prodotte a seguito dei processi di trattamento (le sostanze chimiche coagulanti, ossidanti e disinfettanti possono interagire con composti organici determinando la formazione di odori e sapori, sostanze rilasciate dai sistemi di distribuzione.
In generale, l’odore e il sapore dell’acqua non rappresentano un pericolo per il consumatore. Tuttavia, la presenza di odori o sapori particolari può essere indicativa di qualche malfunzionamento del sistema che potrebbe comportare l’immissione nella rete di distribuzione di acqua non sicura dal punto di vista della qualità.
- Solfato: si trovano in natura in numerosi minerali. I solfati sono composti contenenti zolfo presenti nell’acqua in seguito al suo naturale passaggio attraverso le rocce del sottosuolo. Sono usati principalmente nell’industria chimica: produzione di fertilizzanti, coloranti, vetro, carta, saponi, tessuti, fungicidi, insetticidi, astringenti, emetici. Un livello elevato di solfati nell’acqua potabile aumenta il rischio di corrosione delle tubature (specie in rame o cemento).
- Sodio: è un elemento essenziale per la vita, molto importante per il metabolismo umano, in quanto serve al mantenimento del bilancio idrico e alla regolazione osmotica tra i compartimenti intra ed extracellulari. La principale fonte di esposizione giornaliera al sodio, principalmente in forma di cloruro di sodio, è rappresentata dagli alimenti. La riduzione del tenore di sodio nella dieta è una pratica consolidata nel trattamento di patologie cardiovascolari e dell’ipertensione.
- Conteggio delle colonie a 22°C: Il conteggio delle colonie batteriche rappresenta un metodo di analisi della qualità microbica generale dell’acqua, basato sulla rilevazione di gruppi di microrganismi accomunati da varie caratteristiche di crescita in coltura. Questo parametro è un indicatore di scarso significato sanitario, ma è utile per valutare l’efficacia dei processi di trattamento dell’acqua.
- Batteri coliformi: la loro assenza è indice di qualità e di efficienza di trattamento dell’acqua.
I batteri coliformi possono essere una manifestazione del rilascio di biofilm dalle superfici interne dei tubi, di entrata di materiale dall’esterno (es. suolo, vegetazione) e di basse concentrazioni di disinfettante residuo. Il superamento del loro valore di parametro (0/100 ml) può essere tollerato qualora non siano contemporaneamente presenti indicatori di contaminazione fecale quali Escherichia coli ed enterococchi.
- Carbonio organico totale (TOC): per carbonio organico totale (TOC = Total Organic Carbon) si intende tutto il carbonio presente sotto forma di materia organica, disciolto e/o in sospensione nell’acqua. La misura del TOC può essere usata per monitorare l’efficacia dei processi impiegati per il trattamento o la rimozione dei contaminanti organici.
- Torbidità: è dovuta alla presenza nell’acqua di materiale in sospensione, come argilla, sedimento, particelle colloidali, e microrganismi. Nella maggior parte delle acque naturali il materiale sospeso è costituito da particelle prodotte da fenomeni di erosione. Altri fattori che producono torbidità dell’acqua sono la presenza di microrganismi, la fioritura estiva delle alghe nelle acque superficiali, i resti di alghe e detriti di batteri che metabolizzano il ferro nei sistemi di distribuzione. Tutte le acque naturali sono torbide: in genere quelle superficiali lo sono in misura maggiore rispetto a quelle profonde. Attraverso i processi di filtrazione semplice, sedimentazione, coagulazione, la torbidità può essere ridotta/abbattuta.
Parametri aggiuntivi
- Calcio: deriva dallo scioglimento delle rocce calcaree. E’ il minerale più diffuso nell’organismo ed è un elemento indispensabile per la vita essendo il costituente principale delle ossa e dei denti. Un’acqua con un buon contenuto di questo elemento è particolarmente indicata per la prevenzione dell’osteoporosi, durante il periodo della crescita e durante la gravidanza.
- Disinfettante residuo: l’acqua erogata da C.A.D.F. S.p.A. viene disinfettata con l’aggiunta di diossido di cloro per garantire il rispetto dei requisiti microbiologici prescritti dalla normativa vigente, soprattutto per i lunghi percorsi che l’acqua deve compiere prima di arrivare all’utente finale. Il parametro disinfettante residuo è la quantità di disinfettante che permane nell’acqua a garanzia di un buon trattamento di disinfezione. Si tratta di un parametro per il quale il D. Lgs. n°18 del 23 febbraio 2023 e s.m.i. non riporta alcun valore limite di riferimento.
- Durezza: indica il contenuto totale di sali di calcio e magnesio disciolti in acqua. La durezza viene generalmente espressa in gradi francesi (°f), dove un grado rappresenta 10 mg di carbonato di calcio (CaCO3) per litro di acqua (1 °f = 10 mg/l).
- Magnesio: è un elemento molto importante per l’organismo umano in quanto entra a far parte dei sistemi metabolici. Il magnesio si trova in buona parte degli alimenti e anche l’acqua contribuisce al fabbisogno giornaliero in quanto il magnesio in forma solubile è facilmente biodisponibile.
- Potassio: è un elemento indispensabile per l’organismo umano, entra nelle reazioni cellulari ed è importante per la conducibilità dello stimolo nel sistema nervoso. Non è previsto un limite di legge.
- Residuo fisso (solidi disciolti totali): Il residuo fisso è una misura dei sali disciolti nelle acque e deriva principalmente dalla presenza degli ioni sodio, potassio, calcio, magnesio, cloruro, solfato e bicarbonato. Dal momento che non è un parametro pericoloso per la salute umana, non è previsto un limite di legge. Le specie che contribuiscono al residuo fisso sono prevalentemente di origine naturale, ma possono derivare anche da attività umane. Valori elevati di residuo fisso, maggiori di 1500 milligrammi/litro (mg/l), possono rendere l’acqua sgradevole al gusto, così come valori estremamente bassi danno la sensazione di un’acqua insipida, tendente al dolciastro.
Una delle classificazioni più utilizzate per le acque in base al residuo fisso è rappresentata dalla seguente tabella:
| TIPO DI ACQUA | RESIDUO FISSO |
| Minimamente mineralizzate | fino a 50 mg/l; |
| Oligominerali o leggermente mineralizzate | fra 51 e 500 mg/l |
| Mediamente mineralizzate | fra 501 e 1500 mg/l; |
| Fortemente mineralizzate | oltre 1500 mg/l |






