Dopo un anno di sperimentazione positiva, CADF – in accordo con le Organizzazioni Sindacali e la R.S.U. Aziendale – ha deciso di prorogare la sperimentazione dello smart working per ulteriori due anni, a partire dal 1° marzo 2026.
L’accordo aziendale sottoscritto il 6 novembre 2024 prevedeva infatti, in vista della scadenza iniziale di febbraio 2026, un momento di verifica congiunta per valutare i risultati raggiunti e definire un’eventuale proroga o possibili aggiornamenti. Il confronto tra le parti ha confermato il valore dell’esperienza maturata e ha portato non solo al rinnovo, ma anche all’introduzione di alcune migliorie concrete, frutto del dialogo costante con il personale.
Durante l’anno di sperimentazione è stato infatti mantenuto un confronto dinamico e partecipato attraverso report mensili, questionari di gradimento e focus group, strumenti che hanno permesso di monitorare l’efficacia della modalità agile, far emergere eventuali criticità e valorizzarne gli aspetti più positivi.
Tra le principali novità introdotte dal nuovo accordo:
- la possibilità, per ciascun/a dipendente, in accordo con il/la proprio/a responsabile e nel rispetto delle esigenze organizzative, di rivedere con cadenza semestrale la distribuzione settimanale delle giornate in lavoro agile;
- la possibilità di recuperare entro il mese successivo una giornata di lavoro agile non fruita, qualora esigenze di servizio abbiano richiesto la presenza in sede.
Per favorire un inserimento efficace e una piena integrazione nel contesto organizzativo, per le persone neoassunte l’accesso al lavoro agile sarà consentito dopo un periodo minimo di sei mesi dalla data di assunzione.
L’esito positivo della sperimentazione è confermato anche da diverse richieste di adesione da parte di dipendenti che inizialmente non ne avevano usufruito e dai risultati raggiunti in termini di efficacia del lavoro svolto.
Attualmente lo smart working coinvolge personale di diversi ambiti aziendali, dagli affari generali alla contabilità, dal servizio informatico a quello ambientale, fino all’ufficio utenza e al servizio comunicazione. L’adesione avviene su base volontaria ed è prevista per i profili tecnici e amministrativi; restano esclusi i profili operativi per la natura stessa delle mansioni svolte.
Negli ultimi anni il lavoro agile si è affermato come uno strumento strategico non solo per il benessere organizzativo, ma anche per la sostenibilità ambientale e sociale. I dati disponibili evidenziano un impatto positivo sulla produttività e sulla riduzione dei costi di gestione degli spazi, oltre a benefici ambientali legati alla diminuzione degli spostamenti casa-lavoro.
Per queste ragioni, l’azienda ha inserito lo smart working tra le azioni previste dal proprio piano strategico nell’ambito del sistema di gestione adottato in conformità alla prassi UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere, per la quale ha ottenuto la certificazione.
La proroga della sperimentazione e le nuove misure introdotte confermano la volontà dell’azienda di investire in un modello organizzativo sempre più flessibile, inclusivo e orientato alla sostenibilità, capace di rispondere alle esigenze delle persone e dell’organizzazione nel suo insieme.






