C’è una parola che negli ultimi mesi è entrata nel vocabolario di CADF: benefit.

Non un semplice aggettivo, ma una scelta precisa, che cambia il modo in cui l’azienda si presenta e si racconta.

CADF è oggi ufficialmente una Società Benefit.

Ma cosa significa, concretamente?

Una Società Benefit è un’impresa che, accanto alla propria attività economica, si impegna formalmente a perseguire uno o più obiettivi di beneficio comune. Non si tratta di buone intenzioni: l’impegno entra nello statuto aziendale, viene misurato nel tempo e rendicontato pubblicamente. In altre parole, non basta fare bene, bisogna anche dimostrarlo attraverso la stesura di un documento dedicato.

Per CADF, questa non è una novità assoluta. Chi lavora in azienda, chi vive nei comuni serviti, chi collabora con noi da anni sa che la cura del territorio, dell’ambiente e delle persone è sempre stata parte del nostro modo di operare. La qualità dell’acqua che arriva ai rubinetti, i progetti educativi nelle scuole, l’attenzione alla sostenibilità degli impianti: tutto questo già esprimeva una visione che va oltre il semplice servizio. Diventare Società Benefit significa mettere questo impegno nero su bianco, renderlo strutturale, misurabile, condiviso.

Tre obiettivi per il territorio e per le persone

CADF ha individuato tre aree di beneficio comune su cui concentrare il proprio percorso.

La prima riguarda lo sviluppo territoriale e la qualità dei servizi idrici: l’acqua come risorsa collettiva, gestita in modo responsabile e in dialogo con le comunità, le scuole, le università e le imprese del territorio.

La seconda ha al centro la sostenibilità ambientale, sociale ed economica: ridurre l’impatto delle attività sull’ambiente, tutelare la biodiversità, lavorare in rete con istituzioni e associazioni per un approccio sempre più consapevole.

La terza riguarda le persone che lavorano in CADF: formazione continua, valorizzazione delle competenze, parità di genere, inclusione, salute e sicurezza. Perché un’azienda che vuole fare del bene all’esterno deve prima di tutto prendersi cura di chi ci lavora ogni giorno.

Diventare Società Benefit non è un traguardo, è la prosecuzione di un percorso che caratterizza CADF da tanti anni. CADF ha già strutturato due organismi interni dedicati — il Comitato Responsabile d’Impatto e il Team Benefit di supporto — che accompagneranno il percorso di transizione attraverso informazione, formazione e partecipazione attiva.

Perché questa trasformazione non riguarda solo la governance o i documenti aziendali: riguarda le persone. Le dipendenti e i dipendenti, le sindache e i sindaci, l’utenza, l’insieme di stakeholder. Tutte e tutti coloro che ogni giorno entrano in contatto con CADF.

Il percorso non è solo sulla carta. Il nuovo Consiglio di Amministrazione ha già approvato un primo insieme di azioni concrete: alcune da sviluppare entro la fine dell’anno, altre pianificate per il futuro prossimo. Un segnale chiaro che l’impegno benefit non resta nei documenti, ma si traduce fin da subito in scelte reali, misurabili, visibili.

Il cammino è appena cominciato. E appartiene a tutte e tutti.