La Centrale di Potabilizzazione di Serravalle cambia volto. Con un investimento di 118.000 €, CADF ha portato a termine un importante intervento di riqualificazione che ha visto la rimozione definitiva di due grandi silos metallici risalenti agli anni ’80, simboli di un’epoca passata della gestione idrica.

Per capire l’origine di queste strutture, bisogna tornare al 1986. In quegli anni, la Pianura Padana e il Ferrarese affrontarono una grave crisi ambientale dovuta alla contaminazione delle falde da atrazina (erbicidi ampiamente usati in agricoltura), tanto da richiedere l’intervento del governo. Il 2 dicembre 1986 fu emanata un’ordinanza del Ministro per il Coordinamento della Protezione Civile per interventi urgenti a causa dell’inquinamento da atrazina e simazina nella provincia di Ferrara.

Proprio per garantire la potabilità dell’acqua in quegli anni, la centrale di Serravalle fu potenziata con l’introduzione dei filtri a carboni attivi, veri e propri “super-filtri” capaci di intrappolare pesticidi e inquinanti organici attraverso il processo di adsorbimento.

I due silos abbattuti erano stati costruiti per contenere reagenti chimici ausiliari al sistema di filtrazione. Tuttavia, l’eccezionale efficacia dei carboni attivi ha reso negli anni superfluo l’utilizzo di tali reagenti.

Le strutture, ormai vetuste e mai utilizzate, rappresentavano un ingombro non più funzionale.

L’intervento di CADF ha quindi previsto lo smaltimento sicuro dei reagenti chimici stoccati all’interno, la demolizione completa della carpenteria metallica e degli impianti collegati e la riqualificazione degli spazi. I locali liberati sono stati ristrutturati e oggi ospitano un nuovo, funzionale magazzino a servizio della centrale.