La qualità dell’acqua CADF, oligominerale e microbiologicamente pura, viene controllata dall’azienda sanitaria locale. Inoltre, il laboratorio analisi interno CADF effettua continui controlli fisico-chimico-batteriologici su ognuna delle fasi di produzione, distribuzione e depurazione delle acque.
Qualità dell'acqua
Controlli fisico chimico batteriologici
Oltre 3500 campioni
Più di 50.000 parametri
107 punti di campionamento per quanto riguarda l’acqua potabile
L’acqua CADF non necessita di ulteriori trattamenti domestici.
I Piani di Sicurezza dell’Acqua
I Piani di Sicurezza dell’Acqua (PSA) o Water Safety Plan (WSP), rappresentano uno strumento innovativo per la gestione delle acque destinate al consumo umano. Sono stati introdotti in Italia con il Decreto Ministeriale del 14/06/2017 e sanciti definitivamente, in termini di cogenza e sanzionabilità, con il Decreto Legislativo 18/2023 e s.m.i. di recepimento della direttiva UE 2020/2184.
Si basano su un approccio preventivo di valutazione del rischio, di cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità introdusse il concetto già nel 2004, in quanto considerato l’approccio più efficace per garantire nel tempo la qualità delle acque fornite agli utenti e per la salvaguardia della salute umana.
I PSA prendono in esame l’intera filiera idrica, dalla captazione al punto di utenza finale, analizzando le specifiche criticità presenti, in relazione ai potenziali rischi che potrebbero presentarsi al fine di individuare le più efficaci attività di prevenzione e di controllo della qualità della risorsa idrica.
Zone di fornitura idro-potabile (Water Supply Zone)
I PSA si basano sulle WSZ (Water Supply Zone) o zone di fornitura idropotabile, che individuano aree geografiche in cui la qualità dell’acqua può essere considerata ragionevolmente omogenea, a fronte di valutazioni oggettive.
Nell’ambito dell’implementazione dei PSA, C.A.D.F. S.p.A., quale gestore del servizio idrico integrato ha identificato n.3 Water Supply Zone all’interno del territorio gestito denominate WSZ_1, WSZ_2 e WSZ_3 e, in condivisione con le autorità e le istituzioni di riferimento, ha sviluppato un piano di monitoraggio e controllo analitico sulle acque destinate al consumo umano, ai sensi della normativa vigente.
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Perchè scegliere di bere l'acqua di rubinetto?
Per tanti buoni motivi:
è economico – 1 litro di acqua minerale in bottiglia costa in media come 500 litri di acqua del rubinetto
è eco sostenibile – in Italia vengono prodotti 8 miliardi di bottiglie di plastica ogni anno, consumando 560.000 tonnellate di petrolio, scaricando nell’aria 644.000 tonnellate di CO2 e nella pattumiera 280.000 tonnellate di polietilene, il cui smaltimento (solo un terzo viene in realtà riciclato) è a carico dei cittadini e degli enti locali. Inoltre 8 litri su 10 di acqua in bottiglia sono trasportati su strada aumentando l’inquinamento dell’aria.
non è ingombrante – non dobbiamo sprecare spazio per pacchi di bottiglie di plastica.
non è faticoso – basta aprire il rubinetto. contiene sali minerali essenziali per la vita come calcio, magnesio e sodio in quantità corretta ed equilibrata.
La nostra acqua del rubinetto è un’acqua sicura e buona da bere: Il basso residuo fisso, che può variare da 180 a 340 mg per litro, fa rientrare la nostra acqua nella gamma delle acque oligominerali, il cui parametro va dai 50 ai 500 mg di sostanze disciolte per litro. Il sodio contenuto in un litro della nostra acqua è molto basso: ne contiene di più mezzo cracker. Il calcio, che è responsabile della cosiddetta “durezza” dell’acqua non costituisce un rischio per l’organismo. Al contrario: è un componente essenziale della nutrizione ed è il principale costituente di ossa e denti. L’acqua che sgorga dai rubinetti, grazie alla presenza dei sali minerali disciolti e l’assenza di componenti dannosi per l’organismo, è pensata per un utilizzo quotidiano e per ogni fascia di età.






